Il saluto della buonanotte

Sei stanco? Chiese la mamma al suo bambino.
No, rispose lui… perchè vuoi stare un po’ con me? Chiese.
Si, spostati un po’ così entro anch’io nel tuo lettino.
Che gioia mamma!! Ti voglio tanto bene.
Nel silenzio della sera, la mamma si mise a raccontare…
Sai… quand’ero piccola come te, aspettavo spesso che la mia mamma finisse le faccende domestiche, e speravo tanto che non volesse fermarsi a guardare la tv, perchè la volevo accanto a me. Il più delle volte però mi addormentavo prima che lei arrivasse, così non seppi mai se non era passata perchè sfinita, o perchè si era incantata a rilassarsi.
Imperterrita io ci speravo tutte le sere, era quasi un mio appuntamento segreto con lei.
Una volta fui io ad andare nel suo letto, così pensai di avere più probabilità nel vederla presto.
Anch’io come te, finito cena, sparecchiavo, guardavo l’ultimo carosello, lavavo i denti e a nanna per essere pronta l’indomani per andare scuola. Ma anche quella sera, venne prima il mio papà, e si stupì nel trovarmi rannicchiata nel  lettone.
Mi prese dolcemente la mano, e mi chiese: “Aspetti la mamma?”
Si!
Posso restare? Non c’è niente di male se stasera l’aspettiamo assieme, però chiudi gli occhi e vedrai che lei arriva.
Ero così emozionata di essere riuscita a rimanere nella loro dimora che aspettai con ancora più gioia. Non ricordo se avessi dato la buonanotte a mio papà, ricordo bene però la tanta delusione.
Mi promisi che non l’aspettai più, faceva troppo male, in fondo chiedevo solo un po’ di compagnia prima del passaggio del saluto della notte.
Glielo dissi che avevo bisogno di lei, ma era sempre presa a riordinare ad organizzarsi per il giorno dopo, ed io ero troppo piccola per capire che avrei potuto aiutarla.
La tua mamma non ti raccontava le favole? Chiese il suo piccolo.
No, amore mio, la mia mamma mi voleva bene, ma era tanto tanto stanca.
Anche tu mamma sei sempre stanca.
Si amore, hai ragione, ma grazie a te, le tue parole mi hanno fatto ragionare.
Cosa mi hai detto stasera? “Vieni poi su, io ti aspetto, non stare al computer.”
Spesse volte, per rilassarmi, mi intrattengo al computer, ma tu amore mio, vieni prima di tutto, per questo stasera, ho raccolto il tuo invito, ti ho ascoltato.
Mamma, adoro che mi accarezzi i capelli, resti sino a che mi addormento?
Certo.
Si diedero il bacio della buonanotte, ognuno si girò dalla propria parte, e silenzio assoluto.
Non occorreva dirsi più niente, bastava ad entrambi sentirsi vicini.

Racconto scritto dall’amica Carolina