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Un mondo di colori (Favola dialogata – Atto Unico)

mondo-colori

Un mondo di colori

(Favola dialogata – Atto Unico)

di Antonio Magliulo

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PERSONAGGI

Ada
Bruno
Carla
Dino
Eva
Fabio
Gina
Ivan
Lina
Mario
Norma
Olga
Paolo
Rosa
Sergio
Tina
Ugo
Vera

Yellow
Red
Blue
Brown

Narratore

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Atto Unico

La scena consiste in uno spiazzo che rappresenta il cortile interno di una scuola. A sinistra, il portoncino d’uscita e, al centro, una fontana rotonda.
Sul fondo è posta una lunga siepe grigia.
Tutti i personaggi della storia (tranne gli ultimi quattro del precedente elenco) indosseranno abiti di colore grigio. Anche le luci che illuminano la scena dovranno contribuire ad accrescere l’impressione di una generale uniformità e monotonia cromatica.

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Narratore
C’era una volta – non molto tempo fa – un paese composto da un solo colore: il grigio.
Si, proprio così: in questo strano luogo tutto era grigio: i muri, le case, le strade, i viali, gli alberi, le piante, i fiori e persino le persone erano grigie.
C’è da dire però che tale luogo, in origine, non era tutto grigio; lo divenne in seguito, a causa dei capricci di un sovrano arrogante e….

 

NOTE PER LA MESSINSCENA
Il narratore potrà collocarsi alla ribalta, davanti al pubblico, o rimanere dietro le quinte.
La fontana è facilmente realizzabile con del cartone ondulato di colore grigio.
Tale siepe, formata da piante e fiori vari, verrà preparata con i suoi consueti colori, ma ricoperta da fogli di carta grigia, da rimuovere al momento opportuno.
Anche i costumi andrebbero confezionati con della semplice carta. Detti costumi potranno essere indossati sui propri vestiti abituali.
Sarà utile disporre anche di luci colorate (spot) da attivare al momento desiderato.
Si noti che, com’è stato accennato in precedenza, la storia si svolge in anni recenti.
Per accrescerne la sensazione di estraneità (qualora l’età degli attori lo consenta) si potrebbe fare in modo che i nuovi arrivati si esprimano in lingua Inglese. In tal caso si dovrà procedere alla traduzione delle loro rispettive battute.
Si scelga un brano musicale adeguato alla situazione descritta.

 

senza fantasia, che ordinò alle sue guardie di coprire col grigio tutti i colori esistenti.
Quando il sovrano, ormai vecchio, morì, il suo regno rimase di quel triste colore, perché nessuno dei suoi sudditi pensò mai di cambiarlo, forse per timore delle antiche e severissime leggi ancora esistenti, ma anche perché nessuno aveva mai conosciuto altri colori, al di fuori del grigio.
Nel mesto paese, che potremmo chiamare Greytown (che vuol dire, appunto paese grigio) tutti si annoiavano, specialmente i bambini.
Ma ora, grazie alla magìa di cui è capace il teatro, facciamo un salto nel tempo e rechiamoci tutti in questo strano luogo per vedere cosa sta accadendo nel cortile interno di una scuola.

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Scena Prima

Al suono della campanella, fanno la loro apparizione Ada, Bruno, Carla, Dino ed Eva e si portano alla ribalta, dove resteranno a discutere, assumendo una posizione semi-circolare.

Ada         -Hai sentito, Bruno, quel che stavo dicendo?
Bruno    -Non sono mica sordo.
Ada        -Ma eri distratto.
Bruno    -Macché… hai detto che ti annoi.
Ada        -Proprio così.
Bruno    -Mi annoio anch’io, ma che possiamo farci?
Carla      -(Allargando le braccia) Niente, possiamo solo ripeterlo a noi stessi: mi annoio, mi annoio…
Eva        -Non alzare la voce.
Carla     -Perché?
Eva        -Ti sentono…
Carla     -Allora, che succede?
Eva        -Non lo sai?!
Carla     -Hai paura dei nostri insegnanti?
Eva        -Macché… loro, poveretti, sono bravi, sono soggetti anch’essi a certe regole.
Ada        -Già, le leggi di questo paese sono severe.
Carla     -Leggi o non leggi, io mi annoio.
Bruno    -(Allargando le braccia) Anch’io mi annoio, ma sono rassegnato.
Eva        -Meglio così.
Dino      -(Riflettendo) Io dico che qualcosa si potrebbe fare.
Ada        -Cosa?
Dino      -Andare a reclamare.
Eva        -Da chi?
Dino      -Da qualcuno che conta.
Carla     -Per dirgli cosa?
Dino      -Che ci annoiamo.
Eva        -Non ci crederebbe.
Bruno    -Oppure direbbe che siamo incontentabili.
Dino      -Credi?
Eva        -Sono certo: nessuno può far niente.
Carla     -(Cambiando discorso) Ho fame, vorrei mangiare qualcosa.
Ada       -(Mostrando un lecca-lecca) Vuoi uno di questo?
Carla     -No, grazie, quello rovina i denti.
Eva        -E poi non calma l’appetito.
Carla     -E’ vero, se mangi un lecca-lecca, nello stomaco non ti rimane niente.
Bruno   -Forse, preferisci una meredina.
Eva        -Ne ho una io.
Carla     -Ce l’ho anch’io, ma è nella cartella.
Dino     -Prendila, allora.
Carla     -Sta in classe. Venite, accompagnatemi. (Esce, seguita dai compagni).

 

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Narratore
Come abbiamo visto, quei bambini si annoiano  veramente tanto. Ma ecco un altro gruppo che arriva. Sentiamo se loro se la passano meglio.

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Scena Seconda

Entrano Fabio, Gina, Ivan, Lina e Mario

Fabio    -(Attorniato dai compagni ed intento a giocare con un videogame tascabile) Dai…dai… un altro piccolo sforzo e ce la fai!
Ivan      -Attento.
Lina      -Sù, non mollare, insisti.
Gina     -Sei quasi al traguardo.
Ivan     -Stai andando fortissimo.
Fabio   -(Dopo qualche secondo) Accidenti!
Ivan     -Che c’è?
Fabio   -Ho perso, l’auto si è ribaltata
Ivan     -Ancora!
Fabio   -E’ la quinta volta.
Ivan     -Non te la prendere.
Fabio   -Si fa presto a dire…
Gina     -Se continui a sbagliare, vuol dire che non sei abbastanza bravo.
Fabio   -Sono un campione invece.
Gina     -Non mi pare.
Fabio   -Siete voi che mi fate sbagliare.
Ivan     -Che c’entriamo noi!
Fabio   -Mi avete urtato.
Ivan     -Ma va’, bugiardo!
Lina     -E’ vero, l’ho urtato io, ma non l’ho fatto apposta.
Fabio   -(A Ivan) Hai visto!
Mario  -Sapete, stavo pensando che questo è un gioco che si fa da soli.
Lina     -Lo dice anche mio fratello: quando gioca non mi vuole intorno.
Fabio   -Ora, me ne vado a giocare per conto mio.
Ivan     -(Traendo dalla tasca il proprio mini-game) Anch’io.
Gina     -Fate come volete.
Fabio   -(Ironico) Addio. (Esce di scena e i compagni faranno altrettanto, muovendosi alla spicciolata)

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Narratore
-Che caratterino il nostro amico Fabio! Anche se, a dire il vero, tutti i torti non ha: effettivamente, mentre giocava, è stato spinto da Lina. C’è da dire però che certi giochi sembrano fatti apposta per farti stare da solo, lontano da tutti. Ma ora vediamo un po’ cos’altro succede nel cortile della nostra scuola.

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Scena Terza

Fa ingresso il terzo gruppo, costituito da Norma, Olga, Paolo e Rosa.
Ciascuno reca un piccolo album ed un carboncino da disegno

Norma   -(Guardandosi intorno) Allora, dove vogliamo metterci?
Olga       -Non saprei.
Norma   -Qui va bene?
Paolo      -Che c’è di buono?
Norma   -Il portoncino della scuola.
Rosa       -No.
Norma   -Non va?
Rosa       -L’abbiamo disegnato tante volte.
Paolo      -E questo vale anche per la facciata della scuola.
Norma   -E allora?
Olga       -(Indicandola) La fontana. Sì, disegnamo la fontana.
Paolo     -Sembra una buona idea!
Olga       -E allora mettiamoci al lavoro.
Rosa       -Non facciamo merenda?
Paolo     -Dopo, adesso lavora.
Norma   -Ha ragione Paolo.
Olga       -Diamoci una smossa e dipingiamo.
Rosa       -Perché dobbiamo farlo proprio ora?
Olga       -Per fare una sorpresa alla maestra.
Paolo     -Le faremo vedere che non siamo degli sfaticati.
Si dispongono sul fondo, dinanzi alla fontana e iniziano a disegnare

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Narratore
-Lasciamo i nostri piccoli artisti intenti al loro lavoro e sentiamo di cosa discutono così animatamente i nuovi arrivati.

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Scena Quarta

Entrano Sergio, Tina, Ugo e Vera, che discutono animatamente

Sergio    -Che dici?
Tina       -Dico che non ti sta bene niente: questo no, quest’altro no…
Sergio    -Cosa vuoi… mi scoccio.
Vera       -Ti scoccia pure giocare?!
Sergio    -Ma voi volete fare giochi da bambini.
Vera       -Perché sei grande tu?!
Sergio    -Certo.
Tina       -Ma và!
Ugo        -Allora, sono grande pure io.
Vera       -Non fatemi ridere.
Sergio    -Se non proprio grandi d’età, coraggiosi come i grandi.
Vera       -Sbruffoni!
Ugo        -Possiamo dimostrarlo.
Tina       -E come?
Sergio   -(Ci pensa sù) Saliamo su quella fontana e… e…
Ugo        -E camminiamo, restando in equilibrio sul suo bordo.
Tina       -E che ci vuole!
Vera      -Questo so farlo anch’io.
Ugo        -Noi sappiamo fare di più.
Sergio    -Salto di lì con una gamba sola.
Vera       -Facile.
Sergio    -Ci sono cose che voi non sapete fare.
Tina       -Cosa?
Sergio   -La lotta; io, nella lotta, posso battere chiunque.
Ugo       -Anch’io.
Tina      -Bum!
Vera     -E chi vorreste battere, noi due?!
Tina     -Due ragazzine.
Sergio  -Sta’ a guardare. (Si avvicina ai ragazzi, intenti a disegnare) Ehi, tu!
Paolo   -Che c’è?
Sergio  -Battiti con me.
Paolo   -(Sorpreso) Perché?
Ugo      -Alzati, se hai il coraggio.
Tina     -Dai, Sergio…
Vera     -Sù, lascialo stare?
Sergio   -Ti sfido.
Paolo   -(Rivolto alle bambine) Ma è pazzo?
Sergio  -(Spintonandolo) Hai paura!
Ugo      -Fifone.
Sergio  -(Facendogli eco) Fifone!
Ugo      -(In  coro con gli altri) Fifone…fifone…
Sergio  -Non reagisci? (Spinge Paolo sino a fargli urtare una compagna) Eccoti servito!
Olga     -(A cui cade il blocco notes) Accidenti!
Rosa    -Peccato!
Vera     -Si è sporcato?
Olga     -(Raccogliendolo, con amarezza) Non importa. Tanto, il disegno sarebbe venuto male.
Rosa    -Qui, non c’è nulla d’interessante da ritrarre.
Norma-E’ vero, è tutto così scialbo, spento… come se mancasse qualcosa.
Rosa    -Sono d’accordo.
Olga    -Ha voglia, la maestra, di ripetere: “Disegnate dal vero”.
Norma-Non ne vale la pena.
Rosa    -Questo paese è veramente triste.
Sergio -Allora, fifone, cosa fai, non vuoi batterti?
Paolo  -(Gli restituisce lo spintone) Mi hai seccato! (In poco tempo il litigio degenera, sino ad attirare tutti i gruppi di bambini, che accorrono sulla scena)

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Narratore
-(Profittando di una pausa nel vocìo collettivo) Fermi, ragazzi, calmi! Sù… state buoni. Già.. raccomandazioni inutili, tanto non possono sentirmi. Come sapete, loro si trovano a Greytown, ovvero in un altro luogo e in un altro tempo. Io, invece, sono qui assieme a voi. E proprio come voi, amici miei, sono testimone di tutto quel che sta succedendo. Ma cosa c’è, da dove proviene questa bella marcetta?

 

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Scena Quinta

Improvvisamente, tutti i ragazzi si fermano e tacciono perchè il cortile viene gradualmente pervaso da un’allegra marcetta, mentre, quasi contemporaneamente, appaiono, uno dopo l’altro, quattro personaggi: Yellow, Red, Blue e Brown, con abiti colorati, rispettivamente, di giallo, rosso, blu e marrone. Costoro recano dei palloncini variopinti, che si lanciano fra di loro, saltellando, felici. I bambini, visibilmente sorpresi, arretrano di qualche passo e si dispongono a semicerchio, lungo tutto il perimetro della scena.

Ada        -Cosa succede?
Bruno    -Cos’è questa musica?
Carla      -Chi sono quelli?
Dino      -Come sono strani!
Eva        -E che strani vestiti.
Fabio     -Non sono i vestiti.
Gina      -E’ la luce di cui sono fatti.
Ivan       -E’ così forte che acceca.
Lina       -Che sarà?
Mario    -Una cosa così non si è mai vista.
Norma  -(Indicando) Chissà quelli da dove vengono!
Olga       -Che siano pericolosi?
Paolo     -Può essere.
Rosa      -Sono così diversi da noi.
Sergio    -Vedete, fanno dei cenni.
Tina       -Vogliono parlarci.
Ugo        -Non diamogli confidenza.
Vera       -No di certo.
Yellow    -(Con un mezzo inchino) Buongiorno, amici.  (Gli scolari tacciono) Il mio nome è Yellow.
Red        -(Idem, togliendosi il cappello) Il mio è Red.
Blue       -(Idem) Il mio, Blue.
Brown   -(C.s.) Ed il mio Brown.
Bruno    -Noi non vi conosciamo.
Blue       -(Palleggiando) Per questo  motivo, ci stiamo presentando.
Ada        -Che dite, non vi capiamo.
Yellow   -Non importa.
Red        -Non c’è bisogno di parole.
Brown   -Niente formalità.
Yellow   -(Facendo cenni chiarissimi) Volete giocate?
Blue       -Si, giocate con noi?
Carla     -Non possiamo.
Brown  -Vi divertirete.
Blue      -Ne avete proprio bisogno.
Brown  -A giudicare dalle vostre facce…
Red       -E  da quest’atmosfera così triste.
Brown  -Viva i colori! Viva la fantasia!
Yellow  -Evviva! (Sì dicendo, si porta presso la siepe sul fondo e, aiutato dai compagni, la scopre tutta, in modo che questa riacquista la sua tinta naturale, suscitando un gridolino di stupore nei presenti) Ecco fatto! (Pian piano, al suono di un allegro motivetto, tutti i ragazzi cominciano a giocare, passandosi la palla)
Ada       -Passa!
Bruno  -Tira!
Carla    -A me!
Dino     -E’ divertente!
Eva       -E’ davvero uno spasso!
Fabio   -Viva i colori!
Gina     -(Le fanno eco tutti) Evviva!
Ivan     -Passa!
Lina     -A me!
Yellow -(Sollevando le braccia) Ci sono anch’io!
Lina     -(Passandogli il palloncino) Ecco.
Yellow -A te.
Sergio  -Tieni, amico.
Paolo   -Grazie.
Red      -Passa!
Paolo   -Eccola. (E così via, coinvolgendo nel  gioco un po’ tutti, che si mostrano  molto felici)

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Narratore
-Avete visto: è bastato un niente e tutti son felici. Cosa è accaduto di così singolare non so dirlo, amici. Per quel che mi riguarda, ci penserò un po’ su. Ma sono certo che la ragione di questo straordinario prodigio a voi non  sfuggirà.

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Scena Sesta

Finita la marcetta, “parte” un altro motivo musicale  e tutti i personaggi, lentamente, si portano alla ribalta e prendono a cantare…

1^ Strofa
Ma cos’è? Che cosa
sta accadendo intorno a noi?
Ci sono luci in cielo,
che accendono ogni cosa,
per primi, i nostri cuor.

2^ Strofa
Ecco, ecco cos’è:
per gli occhi è come musica,
in questo mondo grigio,
ritornano i color.

Ritornello
Un mondo di colori
può cambiare ogni cosa,
e dove c’è tristezza
la gioia tornerà.
Un mondo di colori
è un mondo di sorrisi
è un luogo di bambini
che giocano nel sole.
Un mondo di colori
è un mondo che si ama
un posto un po’ incantato
dove si può cantar.
(Si ripeterà ad libitum) .

 

Autore: Antonio Magliulo
©  Tutti i diritti riservati

Blog: http://langolo-del-sorriso.blogspot.it/

 Un ringraziamento particolare all’autore per la gentile concessione :-)

 

fine

 

Un mondo a colori

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5 Commenti

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  1. Cara Betty,
    passo per ringraziarti personalmente dei saluti a lasciarti un forte abbraccio.
    A rileggerci presto!

    1. Cara Giovy, è sempre un piacere vederti qui.
      Ricambio il tuo forte abbraccio <3

  2. Gentilissima Signora Betty,

    la ringrazio sentitamente per aver pubblicato il mio copione per ragazzi.
    Spero tanto che possa rivelarsi utile per qualche insegnante segue il suo utilissimo blog.

    Con tutta cordialità.

    A M.

    1. Buongiorno Signor Antonio,
      spero anch’io possa venir utile nelle scuole… è una storia bella, con un richiamo ai sentimenti e alla bellezza della vita, proprio ciò di cui si ha bisogno ultimamente…
      Grazie ancora, un cordialissimo saluto

  3. L’atto e maggiormente realistico, rispetto al primo, riguardo dettagli e parte dialogata e puo essere visto come un dramma di stile moderno.

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