Il fascino del male…

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Il fascino del male…

Ovunque volga il mio sguardo e le orecchie vedo e ascolto tanta insoddisfazione.
Ma essa da cosa nasce?
Penso sia una conseguenza alla rassegnazione di tutto ciò che ci viene propinato.
Guardiamoci intorno… cosa vediamo soprattutto in televisione? Guerra, violenza, attentati…
Sentiamo parlare di bambini che muoiono, di crudeltà, di ingiustizie, di profughi che rischiano la vita alla ricerca della propria libertà… di lucro  e tanto egoismo.
Non dico che dovremmo restare all’oscuro di tutto questo, ma contemporaneamente mettiamo sul piatto della bilancia anche l’altro lato della medaglia.
Il bene dov’è? Che fine ha fatto? Qualcuno l’ha visto??
Eppure lui esiste, anche se nessuno ne parla… lui c’è!
C’è sempre stato, ma è celato al nostro sguardo, alle nostre orecchie perché? Perché i buoni esempi e le belle realtà non vengono raccontate come invece viene evidenziato il male?
Semplice… perché il male fa più scalpore!
Il fascino che esercita il male sull’essere umano è talmente forte che molti ne vanno alla ricerca come pane quotidiano, taluni per cibarsene, altri per sconvolgere e stupire altre persone.
Sarebbe bene invece, fare presente anche e soprattutto “il bene” che accade nel mondo, per sensibilizzare… per addolcire un po’ questa nostra vita a volte amara…
Questo potrebbe essere d’aiuto a molte persone che cercano un appiglio, vivendo poi nel loro quotidiano sfiduciati e senza speranze.
Eppure dentro di noi coltiviamo il desiderio di quel bene che è bellezza, quella semplicità che ancora incanta… l’amore per il prossimo, per la natura, per gli animali, per la vita stessa!
E allora… parliamo anche del bene, e di chi lo fa!

 

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Un gesto d’amore

Ho visto il Male ricevere un bacio
un tempo in cui grovigli di rovi
ostruivano la via del cuore
rendendo evanescente ogni gesto
impercettibile al suo sguardo
non v’era alcuna consapevolezza
né zoppicamento d’incertezza
di raggiungere la sponda
dove l’erba fitta e rigogliosa
aveva il gusto fresco e genuino della bontà
restava beato nell’acqua stagnante
a crogiolarsi nella sua effimera boria
della sua esuberante tracotanza.
ogni tanto alzava le braccia verso il sole
desideroso di un applauso al suo totale disamore
non seppe perché il Bene lo baciò
né lo comprese mai nella sua inutile vita
ma nel medesimo istante di quel gesto d’amore
capì con assoluta certezza
d’essere il più debole dei due.

© Betty Liotti
6 maggio 2016

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