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“ACCENDI UNA LUCE”

candela

Meravigliosa testimonianza

<<Fra poco sarà Natale, si moltiplica la luce: per le strade, nelle piazze, nelle vetrine dei negozi, nelle case… e, anche chi non crede, parla di NATALE!
Natale, allora, sinonimo di LUCE!
Andiamo nei Paesi dove la luce elettrica non è ancora arrivata, dove le capanne o baracche si rischiarano al lume di candela o con la lampada a petrolio; lì come si può parlare di NATALE?!
L’ho sperimentato: c’è un’altra LUCE! Una LUCE che non illumina gli occhi, ma riscalda il cuore.

Era un sabato mattina e Mama Nicholas, vedova, aveva dato alla luce il suo settimo figlio!
La sua baracca, di due metri quadrati, ospitava lei e i suoi quattro figli più piccoli.
Lì dentro non c’era nulla di accogliente, nulla di quello che c’è in una casa normale: niente acqua – niente luce…solo una miserabile branda e un cumulo di indumenti laceri.
Ma lì dentro, in quella desolazione, si è accesa una luce: è nato Jaffet!
E’nato sulla nuda terra, davanti agli occhi sbarrati di quattro fratellini, testimoni di un “MIRACOLO” più grande di loro.
Ad assistere quella mamma non c’era nessuno all’infuori di quegli “angioletti spauriti” che sicuramente non potevano cantare: “GLORIA IN EXCELSIS DEO…”, ma come succede comunemente in Africa, anche il sesto o settimo figlio è un DONO e la gioia di una vita nuova filtra e dirada le tenebre della povertà perché un figlio è una BENEDIZIONE e tutto si concentra nel DONO!
Quella nascita aveva proprio qualche somiglianza con la Grotta di Betlemme: entrambi i nascituri erano poveri, entrambi senza culla e senza un po’ di tepore…ma entrambi portatori di una LUCE che scaturisce da un NUOVO GERMOGLIO, sempre segno di un ATTO d’AMORE!
E anche in quel tugurio, come nella Grotta di Betlemme, aleggiava stupore misto a mistero!
È il mistero della vita che inizia pur nella più assoluta povertà.
Un altro “Gesù Bambino” era nato, e, anche se non c’erano gli “Angeli”, non sono mancati i “pastori”: i vicini di baracca, le sisters… ognuno ha portato quello che aveva: un po’ di latte, una pacco di zucchero e farina, qualche indumento e tanta solidarietà.
Quel bambino era un dono per tutti, era di tutti!
E nello spirito africano riecheggiava il dono più grande: una benedizione: “God bless You!” = Dio ti benedica!

Se accogliamo ogni vita con questo spirito, possiamo dire che “Gesù Bambino” continua a nascere in tutti i punti della terra, dove un vagito richiama l’attenzione, come per garantire che, finché nasce un bambino sulla terra, Dio non si è stancato degli uomini.>>
Sr. Virginiana Dalla Palma

 

babymamme

Buon fine settimana!

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