Sognare un’emozione

Testimonianza di Carolina
Quante volte ho raccontato le favole ai miei figli: aiutano l’immaginazione, ma ancora di più stimolano i sogni.
Io sono nata per sognare e se potessi, come la fata Smemorata, trasformerei il mondo.
Una mamma può osare tutto: sognare, sperare, credere…


Ritornerei così al mio primo parto, all’istante in cui sta nascendo mio figlio.
La mancanza di pochi secondi di ossigeno lo ha reso disabile. Un ragazzo bello, sempre col sorriso, ma prigioniero del suo corpo: non può muoversi da solo, non può mangiare se non imboccato e la cosa che più mi rattrista è che non può scacciar via nemmeno una zanzara. In questi casi mi guarda e se lo capisco al volo gli evito la puntura, altrimenti… è punto, e io mi sento inerme.
Sogno che la scienza trovi una cura adatta a mio figlio.
Sogno la sua carrozzina: non è più la stessa è più maneggevole e serve solo per far riposare le sue gambe stanche.
Si alza dal letto e mi viene incontro, felice.
Provo la stessa felicità. Mi raggiunge e io lo abbraccio forte: vorrei svegliare tutti, far vedere questo miracolo anche a loro.
Qualcuno mi chiama. Mi alzo accompagno il più piccolo in bagno e poi prendo forza ed entro nella stanza dei ragazzi. Guardo il maggiore che dorme sereno con la sua carrozzina accanto al letto, rimbocco le coperte al piccolo, dò un bacio a quello di mezzo…
Se il sogno è così avvincente e posso vedere mio figlio camminare, torno volentieri a letto per continuare a sognare.
C’è gente che dice che bisogna vivere con i piedi per terra. Ma io ringrazio perchè mi è stata data anche l’opportunità di sognare e di accettare la realtà al momento del risveglio.

Scritto da Carolina

Grazie Carolina per avermi spedito questa tua toccante testimonianza, spero con tutto il cuore che il tuo sogno si avveri… che tuo figlio possa un giorno correrti incontro, e insieme a te camminare la vita.