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Lo zero in fuga

Dopo il racconto dell’“Acca in fuga” che ho postato qualche giorno fa, gli alunni della classe 3ª della scuola primaria di Albugnano (At), si sono cimentati nello “Zero in fuga” e, senza alcun aiuto, hanno scritto queste storie.
Io direi che sono stati bravissimi, e faccio loro i miei complimenti.
Leggetele anche voi…

LO ZERO IN FUGA di Filippo Nebbia

Lo zero, per una litigata con il 1.000 e il 100 che gli avevano detto:”’Tu non vali niente, non puoi moltiplicarti con nessuno!”
Si offese e se ne andò in Trentino.
Da quel giorno, il 1.000, che lo aveva preso in giro, diventò 1 e così tutti gli altri numeri che finiscono con zero.
Così decisero di andarlo a cercare per mari, monti e colline molto rocciose ma non lo trovarono.
Quindi gli telefonarono e gli dissero: ‘Ti preghiamo, torna a casa con noi!
“Lui, che era un buono, rispose: “Sì, ma non dovete più prendermi in giro”.
Così si incamminò fino alla fermata dell’autobus che però si mise a fare una strada sbagliata dove incontrò delle pecore che gli intralciarono il passaggio per ore e ore.
Che cosa era successo? Quell’autobus doveva essere un 50 ma era rimasto 5 e non trovava più la sua strada.
Rimesso a posto il numero, finalmente lo zero tornò a casa sano e salvo.

 

LO ZERO IN FUGA di Gloria Uberto

C’era una volta uno zero, era molto povero, raramente trovava qualcosa da mangiare e aveva solo un paio di pantaloni e un paio di maglie da campagnolo.
Tutti i numeri lo prendevano in giro dicendo: “Ma guarda! Porta sempre gli stessi vestiti, non porta neanche le scarpe e non si lava mai!”.
Lo zero, sentendo queste parole, decise di emigrare a New York e il giorno seguente se ne andò.
Vedendolo partire, i numeri dissero: “Non andartene! Se te ne vai noi non valiamo più niente! Anche se sei un numero neutro, senza di te il 100 diventa 1, il 70 diventa 7 e così via!”.
Lo zero, che aveva un cuore tanto gentile, restò e tutti gli altri numeri non lo presero più in giro.
In questa storia tutti i numeri hanno imparato che non si deve mai prendere in giro nessuno.

 

LO ZERO IN FUGA di Noah Revelli

C’era una volta uno zero, era un povero zero e lo prendevano in giro perché era neutro e lo chiamavano zerino focaccino con un tono basso basso.
Arrivò il 100 che diceva allo zero: “Sei brutto!”.
Il giorno dopo lo zero non c’era più.
Il 100 era diventato 1, il 30 era diventato 3 e tutti gli altri numeri con lo zero diventavano soli e dicevano: ” Aiuto! Non abbiamo amici! Abbiamo paura!”
L’1 diceva: ” Cerchiamo lo zero!”
Il 2 invece diceva: ” Io non  ho paura, noi siamo forti come l’infinito”.
E così tutti i numeri che non avevano lo zero, come il 51, non si preoccupavano.
Il 9, però, che una volta era un 90, diceva: “Aiuto, aiuto, zero! Ti prego, torna da noi, ti prego!”.
Il 63 diceva: “Siete stati cattivi con lui!”
Il 7 invece diceva: “Io non chiedo scusa, io sono forte!” (Perché lui non era mai stato un 70)
Un giorno, però, si accorsero tutti che non potevano entrare in una giostra perché erano troppo piccoli di numero e potevano andare solo nelle giostre da piccoli
Decisero quindi di chiedere scusa allo zero e lui di colpo ritornò.
E l’uno poteva diventare 1.000.000, il 23 un 230, il 467 un 4.670 ecc. ecc.

 

 

Ringrazio Marina Sarboraria
insegnante presso la Sc.Primaria di Albugnano (At)
per avermi mandato queste tre belle storie, scritte dai suoi alunni di 9 anni

 

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6 Commenti

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  1. belle davvero ….ad ogni numero ..lettera …fiore pianta vita …c’è un perchè se esiste ….possiamo vivere da soli ma se ci sono gli altri ci danno quella marcia in più…..un bacione betty ,,,,,

    1. Ciao Barbara, questi bambini hanno saputo cogliere il meglio dando un bel messaggio a tutti.
      Un bacione grande anche a te cara ;-)

  2. che bravi questi bambini, che freschezza queste storie! che fortuna che la scuola italiana ha maestre e maestri in grado di innovare e inventare ogni giorno, con pochi mezzi ma sfruttando tutta la fantasia dei nostri bimbi! Complimenti!!

    1. Ciao Gabriella, per fortuna esistono ancora insegnanti che sanno stimolare in modo giusto e riescono a trarre il meglio dai nostri bambini.
      Un caro saluto

  3. Ma che carine queste storielle! E bravi quei bambini….mi sa che, la prossima settimana, le sfrutterò per il mio 100. Ciao ciao

    1. Brava Anna-Marina, buona idea… i tuoi bambini ne saranno felici.
      Un bacio ;-)

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