Il grande burrone

Un uomo sempre scontento di sé e degli altri continuava a brontolare con Dio perché diceva:
“Ma chi l’ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla?
Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!”.
Il buon Dio gli rispose con un sogno.
Vide che la vita degli uomini sulla Terra era una sterminata processione.
Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l’altro.
Anche lui era nell’interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale. Dopo un po’ si accorse che la sua croce era troppo lunga, per questo faceva tanta fatica ad avanzare.
“Sarebbe sufficiente accorciarla un po’ e tribolerei molto meno”, si disse.
Si sedette su un paracarro e, con un taglio deciso, accorciò d’un bel pezzo la sua croce.
Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più spedito e leggero. E senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione degli uomini.
Era un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però incominciava la “terra della felicità eterna”.
Era una visione incantevole quella che si vedeva dall’altra parte del burrone.
Ma non c’erano ponti, né passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità.
Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l’appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra.
Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio.
Passavano tutti. Ma non lui. Aveva accorciato la sua croce e ora essa era troppo corta e non arrivava dall’altra parte del baratro.
Si mise a piangere e a disperarsi: “Ah, se l’avessi saputo…”.
Ma, ormai, era troppo tardi e lamentarsi non serviva a niente.
Autore: Bruno Ferrero – Libro: Cerchi nell’Acqua

La croce è l’unica via di salvezza per gli uomini, l’unico ponte che conduce alla vita eterna.

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10 Commenti

  1. ….Betty cara, che tristezza! Però tu mi insegni sempre qualcosa
    Grazie Rita

    1. Cara Rita, non sono io ad insegnare, ma chi scrive queste belle storie che ci aiutano a riflettere.
      E’ sempre un piacere per me trovarti qui…
      Un bacio e un abbraccio, buon week-end ;-)

  2. Sì…altro che “storie”…sono verità incontestabili! da verificare però, ma nessuno te lo può assicurare…se non la fede!
    Fa un po rabbia però a pensare che se vuoi sperare nella salvezza devi pensare che la tua “croce” sia molto lunga!
    Io direi che più che accorciarla bisognerebbe pensare semplicemente ad alleggerirla!
    Ciao Betty

    1. Già… alleggerirla, giusto Pino!
      Ma per farlo occorre accettare ognuno la propria croce, perchè è solo imparando a conviverci con serenità, che ci sembrerà più leggera.
      Io penso che la sofferenza abbia un ruolo importante nella religione…
      Ciao Pino, grazie del tuo passaggio :-)

  3. con questa favola ho imparato a non rifiutare mai le cose che mi danno cioè il mangiare devo mangiare e ascoltare quello che mi dice la mamma la nonna e papà Mi è piaciuta tantissimo sopratutto quando dice che la croce era troppa corta

    1. Caro Andrea, sei dolcissimo… mi fa piacere che ti sia piaciuta questa storia, e spero ti sia ancora di aiuto.
      Un bacione a te ;-)

  4. La storia è molto bella ma io non ho capito perchè a forza bisogna sempre soffrire, possibile che ogni cosa deve essere prima tortuosa e sofferente? Una via di mezzo non c’è mai!

    1. Ahahahah hai ragione Diana, anche io mi sono chiesta spesse volte il perchè ci viene insegnato che bisogna soffrire, e sono arrivata alla conclusione che la sofferenza rende l’uomo migliore, lo fortifica nel corpo e nell’anima.
      La sofferenza ci rende più sensibili e quindi migliori, perchè solo in questo modo potremo capire e aiutare gli altri.
      “Le persone che ridono sempre, spesso sono quelle che hanno sofferto di più.”
      E’ una frase che ho trovato nel web, e credo che sia proprio vero!
      Ciao Diana e grazie del tuo pensiero :)

  5. bella questa ….e lascia riflettere si …a tutte quelle volte che vorremmo gettare qualche nostro peso al di fuori di noi ….quando ci lamentiamo perchè sembra che le nostre spalle non possano sostenere quel peso …..non si pensa mai a che quel peso possa in qualche modo che forse i nostri occhi non riescono a vedere possa di esserci di insegnamento …..questa è stata una lezione anche per me ora ….grazie betty….

    1. Cara Barbara, io penso che tutte le cose che ci capitano nella vita, servono ad insegnarci qualcosa… nel bene e nel male…
      Mi piaci Barbara, sei una gran bella persona…
      Grazie a te per essere qua.
      Un bacio ;-)

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